Incontinenza Urinaria

Incontinenza urinaria e pavimento pelvico: due mondi interconnessi e spesso davvero poco conosciuti. Non è un caso che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia definito l’incontinenza urinaria uno degli ultimi tabù a livello sanitario. Allo stesso tempo anche la riabilitazione del pavimento pelvico, che può risultare efficace proprio nel porre un argine all’incontinenza, è un tipo di terapia molto sottovalutato – decisamente a torto, come vedremo.

Un disturbo “sociale”

Sostanzialmente sono tre i tipi di incontinenza urinaria:

  • Incontinenza da sforzo: è dovuta a sforzi fisici – anche semplici colpi di tosse o starnuti – che portano l’addome a premere sulla vescica. È conseguenza di un’incompetenza dell’uretra legata al rilassamento dei tessuti della zona pelvica. Questo rilassamento può essere favorito dal parto, dalla menopausa e dall’obesità, oltre che dall’invecchiamento e dal fumo;
  • Incontinenza da urgenza: può insorgere in seguito a interventi chirurgici nei pressi degli organi vicini alla vescica. In questo caso l’iperattività della vescica si manifesta con l’impellente necessità di orinare;
  • Incontinenza mista: è la forma più diffusa di incontinenza ed è legata sia a criticità uretrali che a disfunzioni vescicali.

A volte dunque basta davvero poco – persino un colpo di tosse – a scatenare anche una piccola perdita. In altri casi sono patologie più complesse a farci percepire il tipico e impellente bisogno di raggiungere la toilette più vicina (sempre che ce ne sia una nella circostanze).

Anche se non sempre si è disposti ad ammetterlo, chi soffre di incontinenza sacrifica spesso uscite serali, è costretto a mentire sul posto di lavoro o in famiglia e in generale è portato a rivedere la propria vita sociale nell’ottica del disturbo. Il quale, essendo legato a una zona tabù del nostro corpo – il pavimento pelvico, appunto – viene spesso taciuto per imbarazzo e vergogna: tanto nei nostri rapporti quotidiani quanto a contatto con i medici. Questo tacere, a sua volta, provoca ulteriore ansia e isolamento in chi soffre d’incontinenza.

Sfatare tabù e luoghi comuni sull’incontinenza

Eppure il disturbo colpisce tantissimi italiani. Secondo alcune stime addirittura 10 milioni, secondo altre 5. Anche l’incertezza dei dati dice molto dell’approccio al tema e di quanto poco se ne discuta. In ogni caso, tutti gli esperti concordano sul fatto che il disturbo sia in crescita: e non solo perché legato all’invecchiamento della popolazione italiana.

Non è vero, infatti, che l’incontinenza urinaria affligge solo adulti in età avanzata. Al contrario, e noi di Fisiomedigroup possiamo testimoniarlo, sono molti anche i giovani, specie le donne, che ne soffrono. Il problema, anche rispetto alle statistiche, sta ancora una volta nel fatto che i pazienti hanno difficoltà a riconoscere e ad ammettere a sé stessi di soffrire d’incontinenza.

In particolare, come detto, sono soprattutto le donne a soffrire d’incontinenza urinaria. Molto spesso in questo caso il disturbo è legato alle disfunzioni del pavimento pelvico. Ma cos’è il pavimento pelvico? E perché è così poco conosciuto?

Il pavimento pelvico

 Da specialisti, ci chiediamo perché i pazienti abbiano tanta confidenza con diverse parti del proprio corpo e così poca con il pavimento pelvico. La risposta, com’è facile intuire a questo punto, è nella costituzione di questa parte anatomica e nella sua localizzazione.

Andiamo con ordine, allora. Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, fasce e tendini a forma di rombo che sorreggono utero, vescica, retto e vagina; si estende dalla sinfisi pubica al coccige ed è costituito da tre piani di muscoli: il diaframma urogenitale, il diaframma pelvico e lo strato superficiale degli sfinteri.

Al pavimento pelvico sono assegnate funzioni di sostegno e sospensione, percezione sessuale (incluso il raggiungimento dell’orgasmo), continenza ano-rettale e ovviamente urinaria. Se il pavimento è troppo rilassato o troppo rigido possono insorgere sostanzialmente tre tipi di patologie: prolasso, dolore e incontinenza. Nel caso di quest’ultima, la disfunzione è dovuta a un eccessivo rilassamento dei tessuti. Nel caso delle donne, il rilassamento può derivare da diversi fattori (parto e menopausa, tra gli altri) che si aggiungono a quelli classici (stile di vita, interventi chirurgici nella zona pelvica).

Incontinenza e riabilitazione con Tesla

Non nascondiamo che a volte, quando si parla di incontinenza, coi pazienti si faccia un po’ di fatica a “tirar fuori” il disturbo. Ed è per questo che sosteniamo l’importanza dell’ascolto e della relazione col paziente come base per la riabilitazione del pavimento pelvico. Il quale può rivelarsi dunque fondamentale per curare l’incontinenza urinaria, come sottolineato anche dall’International Continence Society.

Per la riabilitazione del pavimento pelvico Fisiomedigroup si giova di Tesla Care, tecnologia innovativa che si avvale della Stimolazione Magnetica Funzionale (FMS). In altre parole, Tesla è una poltrona che genera un campo magnetico pulsato che stimola sensibilità, contrazione e coordinamento dell’intero distretto dei muscoli pelvici – escludendo quelli accessori come glutei, addominali e adduttori. In questo modo, il pavimento torna pian piano alla sua tonicità ideale, recuperando così la capacità di espletare correttamente le sue funzioni.

La terapia con Tesla, oltre a essere assolutamente non invasiva, prevede un trattamento personalizzato accompagnato da un percorso di autoeducazione. Nel corso del trattamento, infatti, c’è sempre un nostro operatore che si occupa di insegnare al paziente esercizi idonei al controllo dei muscoli pelvici, fino alla piena autonomia.

L’intero trattamento, lo ripetiamo, può essere avviato solo dopo un ascolto approfondito. In assenza di un’adeguata consapevolezza generale sul trattamento dell’incontinenza urinaria, a noi specialisti tocca il compito di sensibilizzare e creare maggiore fiducia e consapevolezza nel paziente. A questo punto ti suggeriamo di visitare la pagina dedicata alla riabilitazione del pavimento pelvico con Tesla Care per saperne di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.