L’estate è alle spalle: salutato il mare, i corpi tornano lentamente a coprirsi. Non per questo, però, bisogna smettere d’averne cura: ecco perché oggi ti parliamo di fisioestetica – che proprio con la bella stagione condivide il “calore”, come vedremo.

Se ti stai chiedendo cos’è la fisioestetica, sappi innanzitutto che è una nuova branca della fisioterapia. In particolare, come suggerisce il nome, la fisioestetica non è altro che l’applicazione della fisioterapia alla medicina estetica. Operatori e apparecchiature elettromedicali sono infatti gli stessi utilizzati nella più classica fisioterapia riabilitativa. Ti abbiamo già parlato della terapia con l’apparecchiatura Tecar, ad esempio, a proposito dei trattamenti della lombalgia.

Ma cosa fa la fisioestetica, concretamente?

Semplice: attraverso tecniche non invasive, innesca la normale fisiologia del tuo corpo migliorandone il funzionamento biologico, con lo scopo di riportarlo alla sua naturale bellezza. Ora, prima di passare al come funziona, ancora qualche parola sul rapporto tra fisioterapia ed estetica.

L’approccio della fisioestetica si avvale della professionalità e delle conoscenze del fisioterapista a 360°. Il fisioterapista non si limita a trattare l’inestetismo, ma lo inquadra in una cornice più ampia di salute e benessere. In altri termini, il fisioterapista si preoccupa di andare in profondità fino a scoprire le cause dell’inestetismo, mettendole in relazione col tuo stato di salute complessivo. Questo perché, anche alle prese con inestetismi e processi di invecchiamento, un fisioterapista esperto può avvantaggiarsi della sua conoscenza globale degli equilibri del corpo, della sua anatomia, delle sue condizioni fisiologiche e patologiche. Non si tratta solo di essere belli, dunque, ma anche – soprattutto – sani.

Passiamo quindi al come.

In fisioestetica i trattamenti possono avere finalità snellenti, anticellulite, drenanti, rassodanti, tonificanti e anti-aging. Insomma, sono numerosi gli aspetti legati alla terapia fisica su cui la fisioestetica ha un impatto significativo: rassodamento, rimodellamento corporeo, riduzione degli inestetismi della cellulite e trattamenti pre e post operatori (drenaggio di edemi, riassorbimento di ematomi, cicatrizzazione, ecc.).

In particolare, uno dei metodi più efficaci e innovativi in fatto di trattamenti è proprio quello legato alla già citata terapia Tecar (Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo). La Tecar, è bene ripeterlo, è un’apparecchiatura che permette un trattamento assolutamente non invasivo e indolore, con un’azione mirata ed efficace sugli inestetismi già a partire dalle primissime sedute. Benché il suo utilizzo in ambito di fisioestetica sia recente, la sua storia viene da lontano e, come anticipato in apertura, ha a che fare col “calore”.

La storia

Nel 1939 il medico inglese William Beaumont, ispirato dagli studi del fisico francese Jacques Arsène d’Arsonval, si mise all’opera su uno strumento basato sul principio della “diatermia” (dal greco, “attraverso il calore”). Di fatto, Beaumont sperimentò il benessere apportato dal calore al nostro corpo, lavorando così al “nonno” della Tecar.  Era l’avvio della lunga storia delle apparecchiature elettromedicali. Negli anni, queste strumentazioni sono passate dall’ambito della semplice riabilitazione sportiva a una fascia di “infortunati” ben più ampia, come ad esempio soggetti con particolari forme di artrite, anziani con le classiche patologie dell’età avanzata, individui con abitudini posturali sbagliate, ecc.

Oggi

E siamo ai giorni nostri. Grazie alla stimolazione del calore per mezzo di un elettrodo, la Tecar permette di migliorare il microcircolo, intervenendo sul metabolismo rallentato. Come sappiamo, infatti, i tessuti compromessi da danni biologici – di nuovo, parliamo di edemi, ematomi, cicatrici, ecc. – sono caratterizzati da processi metabolici e nutrizionali rallentati. Inducendo calore dall’interno attraverso l’elettrodo, la Tecar richiama ossigeno nei tessuti, e così il calore produce una diffusa e profonda vascolarizzazione. Seduta dopo seduta, il tessuto torna sano e compatto. Ovviamente, a seconda della tipologia di trattamento la stimolazione energetica può essere più o meno profonda, ma mai tale da eccitare le terminazioni nervose. L’elettrodo scorre infatti in superficie senza risvegliare il dolore. Oltre a questo, va ribadito che la terapia Tecar è un trattamento mirato: si focalizza solo nella precisa zona da stimolare, e non agisce per contatto diretto.

Oltre che mirato, infine, il trattamento con Tecar è personalizzato: dopo il primo contatto, FisioMediGroup è in grado di proporti un programma specifico anche in fatto di fisioestetica. Perciò, non aspettare la prossima estate per prenderti cura del tuo corpo, e ricorda che in gioco non c’è solo la tua bellezza, ma il tuo benessere complessivo.

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